Malika Ayane “Grovigli” [recensione]

Un Calycanthus. Un fiore profumatissimo che porta lontano. Questo ricorda la voce di Malika Ayane al maestro Paolo Conte. E questa voce stupenda la conoscevamo già con il bellissimo album omonimo che l’ha portata al successo. Malika torna con la sua seconda prova, Grovigli, forte di un’esperienza e uno studio rari nella musica italiana e di un pubblico che va dall’elite più snob e esigente alla 15enne che fischietta “Feeling Better” ascoltandola dall’mp4 iPezzotto (tipo quegli iPod taroccati, avete presente?), dopo averla scaricata da eMule.
Ad aprire le danze del bianchissimo album c’è “Ricomincio da qui” la bellissima ballata che le ha fruttato il premio della critica a SanRemo 2010. Ariosa, libera, coinvolgente, in una spirale di archi e di vento che esce dagli amplificatori e ti porta sulle nuvole. Le stesse nuvole su cui poi ci si ritrova a danzare e pensare in “Thoughts and Clouds” in un passaggio repentino dall’italiano all’inglese, zompettante e irresistibile con il suo “Ah-ah-ah” del ritornello. Pare che la direzione di Malika sia chiarissima: mostrare a tutti che la musica “colta” possa essere pop(olare).

I brani sono complessi, articolati musicalmente, “belli” alle orecchie di un musicista, ma semplici da ascoltare, ricantare e ricanticchiare. Arrivano le lacrime, però. “La prima cosa bella”, tratta dalla soundtrack del film omonimo, è la cover di quel successone kitch che le nostre mamme chissà quanto ci hanno cantato, eppure ora sembra (o lo è sempre stata?) bellissima, che subito ti viene voglia di dedicarla a chi ami. Io l’ho fatto, all’istante. La cosa interessante è l’alternarsi quasi matematico di spensieratezza emozionale e emozionalità pensosa, di canzoni zompettanti e sceme (un po’ come la Mina degli anni che furono) e di canzoni emozionali, profonde, toccanti. E ovviamente la voce di Malika, perfetta in ogni contesto, al massimo della potenza o espressa in un filo, con un lavoro di missaggio atto a lasciarne intatta ogni sfumatura, ogni respiro, ogni schiusura delle labbra, quasi da sentirla vicino, con un paio di cuffie decenti.

Quasi a metà album arriva “Little Brown Bear”, il bellissimo duetto con Paolo Conte che va ascoltato perchè proprio non si può parlarne, non si può. C’è del jazz, dello swing, batterie spazzolate, piano e due voci uniche. Il “cazzeggio” di “Mille” è trascinante e sorprendente, con un divertentissimo (davvero, è impossibile non ridere) coro di bambini.  “Satisfy my soul” è quasi Rock acustico, mentre “Chiamami Adesso” è, come dice la stessa Ayane il suo “Momento Dietrich”, molto cinematografica e molto 50’s, con un testo romanticissimo, per quanto messo in ombra dall’atmosfera della musica. “Sogna” è il brano musicalmente più vicino al primo album, elettroacustico e vagamente bjorkiano. Malika ha pubblicato un album…bianco. D’atmosfera. Emozionante e divertente…quasi da lasciarti triste ma appagato al suo termine, aggrovigliandosi all’anima. A proposito. Chiude l’album un meraviglioso duetto di Malika con il suo compagno attuale Cesare Cremonini, un po’ Beatlesiano, un po’ Queeniano (in pieno stile Cremonini, che non è affatto un male, visto che parliamo di uno dei pochi cantautori talentuosi di nuova generazione che abbiamo in Italia), che ci fa sperare che la loro storia vada avanti a lungo per loro due, ma anche per la meravigliosa musica che potrebbero creare insieme, e ci fa credere nell’amore. Il titolo? “Believe in love”. Believe in Malika. [scritto da Mm]

MALIKA AYANE
GROVIGLI
2010, Sugar
★★★★
disponibile in: CD / Download Digitale (iTunes
TRACKLIST
#01 Ricomincio Da Qui
#02 Thoughts And Clouds
#03 La Prima Cosa Bella
#04 Brighter Than Sunshine
#05 Little Brown Bear > featuring Paolo Conte
#06 Mille
#07 Ricomincio Da Qui (Outro)
#08 Satisfy My Soul
#09 Chiamami Adesso
#10 Sogna
#11 Sogna (reprise)
#12 Believe In Love > featuring Cesare Cremonini