Il cielo è sempre più blu

Nel cruscotto della macchina abbiamo dei vecchi CD. Andrea ed io siamo stati bambini negli anni ‘70 e adolescenti negli anni ‘80. I nostri gusti musicali spaziano inevitabilmente da Disco Inferno ai Queen, toccando Wham!, Duran Duran e Spandau Ballet, fino a tutti i cantautori italiani. Certo apprezziamo molto le novità, non siamo mica dei matusa! 

Ma, per esempio, Claudione e Renatone per Andrea sono intoccabili e io li ascolto molto volentieri. Nella nostra playlist non mancano però Lucio Dalla, De Gregori, Venditti, Battiato e, naturalmente, Rino Gaetano.

Abbiamo contagiato con i nostri gusti anche Maria Sole, che non disdegna Lucio Dalla (ascolta “La settima luna” battendo il piede e ripetendo a fior di labbra il testo) e ama Rino Gaetano (abbiamo il Cd “Aida ‘93”). Di lui adora “Il cielo è sempre più blu”. In macchina la ascoltiamo a tutto volume: apriamo I finestrini e diventiamo tamarri. Lo stereo a palla e gli occhiali da sole, cantiamo. Maria Sole agita in alto le braccia e ci invita a fare come lei: chiude gli occhi dietro gli occhiali scuri a forma di cuore e muove la testa seguendo la melodia. Poi vuole sentirla ancora e ancora, finché ci ritroviamo sotto casa con la macchina accesa ad aspettare che finisca la canzone.

Questi sono momenti che vorrei fissare come in una fotografia, quasi per poter dire a mia figlia, quando sarà grande “Ti ricordi quando ascoltavamo quella canzone in macchina? Tu avevi la maglietta con le ciliegie e gli occhiali a forma di cuore”. E’ una scena perfetta da immortalare: Maria Sole davanti, accanto al suo papà che guida. Andrea che se la ride e si diverte ad alzare il volume, io dietro di loro, che mi sporgo in avanti in mezzo ai sedili. Anna Luce dietro con me, nel suo seggiolino, che se la dorme beata.

Un’immagine che scaccia via la stanchezza. Ci sono giorni così, più faticosi ed è più difficile. Ce ne sono altri che sembrano perfetti e a sera riesci a pensare che è stata proprio una bella giornata e senti che puoi farcela. Sono il bianco e il nero che si alternano.

Quando la stanchezza mi tradisce e attacca i miei pensieri, riesce a fiaccare le mie energie mentali e mi sento un po’ sconfitta. Mi capita di buttar giù versi di una tristezza sconfinata, roba da strappare subito la pagina. E quando sono nello stato d’animo che genera versi strazianti (aiuto!), mi tornano in mente le immagini che ho fotografato con la memoria. Maria Sole che canta “Il cielo sempre più blu” è un tesoro del mio cuore e dei miei occhi che mi riporta subito nella modalità “versi niente male”.

Sono tante piccole tessere morbide, colorate, profumate di buono che compongono il puzzle di questi giorni faticosi. A volte faccio fatica a trovare l’incastro giusto e quel pezzo rimane in sospeso, finché non si adatta a tutto l’insieme. Così riesco a vedere come potrà venire alla fine tutto il puzzle.

Come qualche giorno fa: mi sono svegliata presto e non sono più riuscita a prendere sonno. Nella quiete della mattina ho preso carta e penna dal comodino e ho scritto:

E’ gentile questa veglia
mi desta all’alba
con un bagliore appena accennato
al ritmo dei sospiri sazi
dei miei amori.
Mi sveglia per farmi vedere
e toccare
il frutto maturo dei miei desideri.
Un piedino scalzo
la curva tonda di un viso
la schiena forte e il respiro profondo
si confondono nella quiete
sonnolenta del primo mattino.

Dai che non sono versi strazianti! Anzi questa, come foto, non verrebbe niente male. E non ci sarebbe bisogno del flash per rischiarare.