Dannazione, Steve [aggiornato]

Voglio fare un doppio omaggio oggi, il primo a Steve Jobs (nessun ringraziamento è mai abbastanza) e le parole adatte le trovate all’interno di un post su Mac Blog al quale voglio fare il secondo omaggio, per essersi distinto nel panorama italiano di informazione melesca ed essersi guadagnato un posto nella mia selezione Top Sites su Safari. Vi riporto parte del post di Filippo Corti, il resto lo trovate sul suo sito.

La giornata di ieri è stata una giornata difficile. L’ho trascorsa interamente davanti al Mac, quando non davanti al Mac davanti all’iPad. L’ho trascorsa in casa, leggendo articoli che altri avevano scritto su Steve Jobs. Leggendo le reazioni che altri avevano avuto nell’apprendere la notizia.

Le storie che giornalisti e blogger ieri e oggi hanno condiviso in rete, le loro emozioni e i loro pensieri: erano genuini, venivano da persone che volevano davvero parlare di Steve Jobs. Da persone che sentivano dentro di loro che dovevano dirgli qualcosa, ringraziarlo per quello che ci ha dato. I pensieri che molti hanno e stanno esternando non sono ridondanti, non sono di troppo, non sono esagerati e nemmeno falsi: sono il nostro modo di dirgli grazie. Ed è bellissimo, che così tante persone lo stiano facendo.

Alcuni non capiscono, cosa ci sia da ringraziare. In fondo, era solo il CEO di un’azienda. Ma chi dice che Steve Jobs era semplicemente un businessman, un grande venditore, non ha compreso appieno la sua figura. Perché Steve Jobs era molto altro. Ed era specialmente la passione che per tutta la vita ha messo nella costruzione dei suoi prodotti.

Ecco, parliamo di passione. Quelli di voi che l’hanno seguito negli anni ricorderanno l’entusiasmo spontaneo che ha sempre portato con sé sul palco, nel presentare al mondo il Macintosh, l’iMac, l’iPhone, l’iPad e tutte le restanti sue creazioni. Era sempre estremamente orgoglioso di ciò che aveva forgiato: ci credeva, lui più di ogni altro. Non realizzava quei prodotti solo per noi: li creava per se stesso. Li creava perché lui sarebbe stato il primo, fra noi, a desiderare di usarli.

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[aggiornamento] Aggiungo un’altro omaggio, questa volta più ironico, meno sentimentale e più incentrato sulla triste realtà italiana (anche se il post è ambientato a Napoli), dal titolo: Se Steve fosse nato in provincia di Napoli di Antonio Menna (da leggere assolutamente)