Baustelle “I Mistici Dell’Occidente” [recensione]

Ok, non è musica per tutti.

Sono abbastanza snob da asserire che i Baustelle siano musica che non tutti possano comprendere. Infatti quando il trio di Montepulciano muoveva i primi passi nella fascia notturna di Mtv, qualche anno fa (ai tempi di “Arriva lo Ye-Ye”) mi facevano barbaramente cagare. Ma avevo 12 anni, non ascoltavo altro che Tiziano Ferro ed ero appena uscito dal tunnel oscuro delle Lollipop. Poi è cambiato tutto.

“I mistici dell’occidente” è il sesto (o quinto, o quarto, a seconda delle lune…l’ho detto che i Baustelle son difficili da capire) album della band e raggiunge picchi rari nella musica italiana. La copertina è un capolavoro di enigmaticità e il disco è strano.

  Strano perchè dopo il superipermegastragrandesuccesso di “Charlie Fa Surf” e del precedente (o quasi-precedente, aridaje) “Amen” ci si aspettava un disco pieno di Charlie che continuano a fare surf e si asciugano dopo aver fatto surf e prendono altre pasticche di MDMA dopo essersi asciugati dopo avere fatto surf. E invece no. Questo album ha in comune con il precedente soltanto l’elemento misticista che si sparge nelle diverse canzoni senza mai farsi vedere il prima persona. Certo c’è “San Francesco”, ma oltre alle storie di santi ci sono anche storie di prostitute (“La bambolina”), storie di amicizie perdute (“Le rane”), storie di “Groupies”, storie di poeti (“Il sottoscritto”…che non so a voi ma a me ricorda tanto all’inizio una pubblicità della CocaCola di Natale, non che sia plagio, per carità) e anche storie d’amore.

Musicalmente c’è un chitarrismo simile a quello dei REM (anche grazie al produttore Pat McCarthy), una nuova sperimentazione tecnico-orchestrale più avanzato ma con il gusto retrò tipico dei tre di Montepulciano. Lo metti, schiacci play e viaggi. Ed ogni verso del caro Bianconi che comprendi, ti senti un pochino più intelligente, il che non è male. E le liriche sono poetiche e citazioniste, vagamente sinistroidi, intellettuali..in pieno stile Baustelle. Tocchi difficili da raggiungere nella musica italiana moderna. Con una sorpresa, l’album è difficile da comprendere, ma scivola nelle orecchie che è un piacere.

La musica impegnata non necessariamente deve essere difficile, ed infatti i Baustelle lo sanno e infondono i loro messaggi sociali, politici ma anche molto più semplicemente umani in canzoni semplici da ascoltare e ancor più semplicemente, belle. In Italia c’è bisogno di gruppi come i Baustelle, sperimentali, mai banali, con un’attitudine da palco che soltanto loro hanno. E, se proprio vogliamo fare gli snob che non vogliono le canzoni d’amore dei dischi dei gruppi impegnati, facciamoci del male. Qui ce ne sono e sono bellissime, dalla stupenda “L’ultima notte felice del mondo” alla gemma “Follonica” triste quanto basta, struggente quanto basta. Inutile dirlo, nulla di scontato o banale

Probabilmente il disco migliore che sia uscito nel desolante panorama musicale del 2010 in Italia. I Baustelle come il panda…vanno protetti, abbiamo bisogno di loro.

[scritto da Mm]

BAUSTELLE
I MISTICI DELL’OCCIDENTE
2010, Warner
★★★★ 
disponibile in: CD / Download Digitale (iTunes)
TRACKLIST
#01 L’Indaco
#02 San Francesco
#03 I Mistici Dell’Occidente
#04 Le Rane
#05 Gli Spietati
#06 Follonica
#07 La Canzone Della Rivoluzione
#08 Groupies
#09 La Bambolina
#10 Il Sottoscritto
#11 L’Estate Enigmistica
#12 L’Ultima Notte Felice Del Mondo